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Protopithecus
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mwbqmwbgProtopithecus (il cui nome significa "prima scimmia") è un mwbwgenere estinto di mwcascimmia del Nuovo Mondo di grandi dimensioni vissuto durante il mwcqPleistocene superiore, circa 0.126–0.012 milioni di anni fa, i cui fossili sono stati ritrovati nelle caverne di Toca da Boa Vista in mwcgBrasile, così come in altri luoghi del paese.cite-ref-1[1] Nello stesso sito di Toca da Boa Vista sono stati anche scoperti i fossili di un'altra grande scimmia atelina, ma meno robusta, mwdwmweaCaipora.cite-ref-cartelle-2-0[2]
Contents
• Note
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Descrizione
Con un peso stimato di 22,6 chilogrammi (50 libbre), mwgaProtopithecus rappresenta la più grande scimmia del Nuovo Mondo conosciuta. Con braccia leggermente più lunghe delle gambe, mwgqProtopithecus aveva probabilmente un aspetto simile a quello delle mwggscimmie ragno, sebbene le ossa degli arti fossero quasi il doppio di spessore. La sua testa, invece, era più simile a quella di una mwgwscimmia urlatrice, che presenta una mascella inferiore protesa in avanti per fare spazio alla grossa golare delle dimensioni di una mela, con cui producono il loro iconico richiamo. In quanto tale, mwhaProtopithecus stesso potrebbe essere stato in grado di emettere versi simili.cite-ref-3[3]
Classificazione
mwiwProtopithecus fu il primo primate fossile proveniente dalle Americhe a venire descritto, nel mwja1838. Tuttavia, gli unici resti noti erano un mwjqfemore e un mwjgomero parziali; solo in seguito venne descritto uno mwjwscheletro completo, proveniente da una grotta nello mwkastato di Bahia (la stessa località dove furono rinvenuti i primi fossili). mwkqProtopithecus è considerato un membro dei mwkgPlatyrrhini, ma il suo scheletro mostra una curiosa combinazione di caratteristiche, presentando caratteristiche presenti sia nelle scimmie ragno che nelle scimmie urlatrici. Sebbene strettamente imparentate, le scimmie urlatrici e le scimmie ragno si sono separate dal loro antenato comune molto prima dell'evoluzione di mwkwProtopithecus. Ciò significa che le caratteristiche distintive di queste scimmie moderne si sono evolute più di una volta.
Paleobiologia
Sebbene le sue grandi dimensioni abbiano indotto a supporre uno stile di vita parzialmente o principalmente terrestre, Halenar (2011) nei suoi studi non ha trovato alcun adattamento alla locomozione terrestre nello scheletro di mwlgProtopithecus, che mostra invece una morfologia caratteristica delle scimmie arboricole, sebbene, dato il peso stimato, è improbabile che fosse in grado di nutrirsi mentre rimaneva sospeso dai rami, come i generi mwlwmwmaAteles e mwmqmwmgBrachyteles. È possibile, quindi, che si trattasse di un quadrupede arboricolo in grado di muoversi anche a terra nei momenti di necessità, paragonabile ad un mwmwominide o ai grandi mwnalemuri estinti del Madagascar.cite-ref-halenar-4-0[4]
Paleoecologia
Altri animali fossili ritrovati a Toca da Boa Vista includono un altro grande mwowatelide, mwpamwpqCaipora bambuiorum, così come l'mwpgorso mwpwmwqaArctotherium brasiliensis, i mwqqbradipi terricoli mwqgmwqwCatonyx cuvieri e mwramwrqNothrotherium maquinense, il mwrgpipistrello vampiro mwrwmwsaDesmodus draculae, il mwsqcanide mwsgmwswProtocyon troglodytes, il mwtamachairodonte mwtqmwtgSmilodon populator, mwtwformichieri giganti, mwuapecari dal collare, mwuqvolpi e mwugprocioni cancrivori, mwuwpuzzole delle amazzoni e mwvaguanachi.cite-ref-cartelle-2-1[2]
Non è chiaro in che ambiente vivesse mwwgProtopithecus. Originariamente, si pensava che durante il mwwwPleistocene superiore la maggior parte del mwxaBrasile fosse ricoperta da una vegetazione tropicale aperta a mwxqcerrado; tuttavia, se mwxgProtopithecus e mwxwCaipora fossero stati effettivamente scimmie arboricole, la loro presenza suggerisce che la regione presentasse anche una fitta foresta chiusa durante questo periodo.cite-ref-cartelle-2-2[2]cite-ref-5[5] È possibile che la regione presentasse un ambiente alternato tra savane aperte e secche e foreste umide chiuse durante il cambiamento climatico del Pleistocene superiore.cite-ref-halenar-4-1[4]
Curiosità
Tra il 1917 e il 1920 una spedizione capitanata dallo svizzero Francois de Loys uccise uno strano primate al confine tra mwbwColombia e mwcaVenezuela. L'animale, di cui non rimane che una fotografia, assomiglia incredibilmente a una scimmia ragno, ma secondo i resoconti aveva un'altezza di almeno un metro e mezzo, ben superiore a quella degli ateli attuali. Secondo de Loys il primate era anche privo di coda, e quindi costituirebbe una sorta anello mancante tra le scimmie del Nuovo e le mwcwscimmie antropomorfe del Vecchio Mondo. L'esemplare ricevette anche un nome scientifico, mwdamwdqAmeranthropoides loysi. Molti dubitarono di questa scoperta, speculando che si trattasse di una scimmia ragno, mentre altri ipotizzarono che potesse trattarsi di una forma gigante, affine a mwdgCaipora e mwdwProtopithecus.
Uno scritto datato 1962, firmato da Enrique Tejera, uno dei partecipanti alla spedizione di De Loys, e apparso nel 1962 sul giornale mweqDiario El Universal di Caracas sembra tuttavia dirimere definitivamente la questione, attestando la tesi del falso.
Tejera afferma che la scimmia altro non era che una mwewscimmia ragno addomesticata, che era stata regalata a De Loys dopo che, per una malattia, le era stata amputata la coda. Tempo dopo la scimmietta era morta, e De Loys, che Tejera definiva "un burlone", aveva deciso di scattarle una fotografia in posa come se fosse ancora viva. Anche dalla lettera di Tejera emergerebbe che l'autore dello "scherzo" zoologico fosse Montandon, che avrebbe sapientemente ritoccato l'istantanea facendo sparire, nello sfondo, un arbusto dal confronto col quale si sarebbero facilmente potute desumere le piccole dimensioni della scimmia.cite-ref-6[6]
Note
cite-note-11. ↑ mwhgHalenar-Price Lauren, mwhwmwiaPaleobiology of Protopithecus brasiliensis, a Plus-Size Pleistocene Platyrrhine from Brazil, 2012. Ospitato su www.academia.edu.
cite-note-cartelle-22. ↑ mwkaCastor Cartelle e W. C. Hartwig, mwkqA new extinct primate among the Pleistocene megafauna of Bahia, Brazil, in mwkgProceedings of the National Academy of Sciences, vol.mwkw 93, n.mwla 13, 1996, pp.mwlq 6405-6409.
cite-note-33. ↑ mwmqmwmgmwmwMega-monkey, su mwnaDiscover Magazine, 1º settembre 1996.
cite-note-halenar-44. ↑ mwogLauren B. Halenar, mwowReconstructing the Locomotor Repertoire of mwpaProtopithecus brasiliensismwpq, in mwpgThe Anatomical Record, vol.mwpw 294, n.mwqa 12, dicembre 2011, pp.mwqq 2048-2063.
cite-note-66. ↑ Enrique Tejera, mwtgLettera a Guillermo José Schael, in mwtwDiario El Universal, Caracas, 19 luglio 1962
Bibliografia
• Hartwig, W. C. & Cartelle, C. (1996) A complete skeleton of the giant South American primate mwuwProtopithecus. Nature 381(6580):307-311.
• Lund, P. W. (1838) Blik paa Braziliens dyreverden for sidste jordomvaeltning. Det Kong. Danske Viden. Selsk. Natur. Matem. Afhand. 8:61-144.
Collegamenti esterni
• citereffossilworks-org(EN) Protopithecus, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Protopithecus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.